Storia

 

Sacrario Partigiano a Bastia

Il Sacrario di San Bernardo, opera finanziata dai contributi di vari Enti e dalla collaborazione di molti  volontari, fu costruito tra il 1947 /1951. Venne eretto sulla collina più alta del territorio dove sorgeva, a quel tempo, una scuola elementare ed una piccola cappella.

Sul sagrato della chiesa, nell’ ossario, sono raccolte le salme di otto partigiani e sulle lapidi del vialetto del Sacrario sono scolpiti i nomi di circa mille caduti della lotta di liberazione (1943-1945).

Il Sacrario, dedicato ai caduti del 1° Gruppo Divisioni Alpine, fu inaugurato il 14 ottobre 1951 dal Capo del Governo Alcide De Gasperi, alla presenza di numerose autorità politiche, militari e religiose giunte per l’occasione da ogni parte d’Italia.

Inoltre fa parte di una rete ecomuseale transfrontaliera dedicata al territorio alpino, denominata:”La Memoria delle Alpi” e inserita in un progetto interregionale Italia – Francia – Svizzera.

La resistenza e i partigiani

Nel periodo 1943/1945, il Monregalese vide svilupparsi sul suo territorio un importante movimento partigiano composto da gruppi molto diversi tra loro anche per ispirazione politica: dagli Autonomi di Mauri a quelli della valle Pesio, dai Garibaldini ai Repubblicani.

La crescita del ribellismo fu incentivata dall’arrivo di molti reparti della IV armata in ritirata dalla Francia e in ripiegamento dalla Liguria verso i monti del Piemonte; alcuni si fermarono nelle valli e costituirono l’avanguardia dei primi nuclei partigiani; tra di loro il gruppo dei Repubblicani provenienti da Torino e guidati da Folco Lulli.

Proprio la valle Casotto diverrà nel 1944 il fulcro dell’organizzazione delle forze antifasciste, sia per la collaborazione della popolazione e delle autorità locali che per l’arrivo dalla valle Maudagna  di Enrico Martini Mauri. Qui vi costituirà il comando delle sue formazioni, a cui faranno capo circa un migliaio di persone, seppur male equipaggiate e con scarsa esperienza militare. Il gran numero di uomini nascosti fra le montagne monregalesi spingerà, però, nei giorni fra il 13 e il 17 marzo 1944, l’occupante tedesco a mettere in atto un grande rastrellamento intervallivo, al cui termine si conteranno 118 morti tra i partigiani e una trentina fra i civili.

Lo sbandamento porterà gli uomini di Mauri a spostarsi nelle Langhe, per riprendere lì la lotta di liberazione. Nella valle Ellero uno dei centri di maggiore concentrazione degli Autonomi fu Prea di Roccaforte Mondovì, che divenne sede del comando della brigata delle formazioni Rinnovamento, inquadrate nella III Divisione Alpi.

Tra i più importanti scontri con i partigiani del monregalese si registra la “Battaglia di Pasqua” , che dal 7 al 12 aprile vide impegnata la Wehrmacht in rastrellamento nella valle Pesio e le formazioni Autonome del capitano Cosa. Le truppe tedesche, forti di circa 600 uomini, provenivano dalla pianura e incontrarono una forte resistenza nel tratto tra la Certosa di Pesio e il Pian delle Gorre, area scelta non a caso dai partigiani per evitare le rappresaglie dei nazifascismi sulla popolazione civile. Qui i nostri combatteranno per 11 ore contro un avversario numericamente molto superiore, ripiegando poi verso Porta Sestrera, il valico che collega la valle Pesio alla valle Ellero, per passare in seguito a Carnino in valle Tanaro e sulle pendici di Costa Rossa, prima di filtrare in pianura.

Drammatica fu invece la ritirata della Divisione Felice Cascione dalla Liguria al Piemonte, in seguito ai rastrellamenti dell’ottobre 1944. Nei primi giorni del mese i partigiani liguri si concentrarono a Upega, poi a Carnino e la sera del 17 ottobre ripiegarono su Viozene; quindi passarono il Mongioie per arrivare a Fontane in una lunga e durissima traversata compiuta di notte, sulla neve ed in condizioni fisiche e psicologiche estreme. Nel frattempo circa 200 tra SS e Alpenjager attaccarono il comando di Upega, dove morì il vice comandante Cion, suicida per non farsi prendere vivo dai nemici.

Inaugurazione del Sacrario di San Bernardo con Alcide De Gasperi        Processione per l'inaugurazione del Sacrario partigiano di San Bernardo